• info@istitutorosmini.com
  • + 39 0324 44533

Coltivare

Nella comprensione intelligente di una cosa, nella sua «idea», è contenuto ciò che quella cosa essenzialmente è, e quindi tutto ciò che ad essa conviene per poter essere pienamente se stessa.

Possedere l’idea corretta di «fiore», oppure di «persona», significa sapere «che cosa» quella determinata realtà deve possedere, «che cosa a lei convenga», per essere appunto fiore, o persona, ossia che cosa le fa bene oppure, al contrario, male. Ma la conoscenza del valore delle cose non rende di per sé moralmente buona una persona, se ad essa non si accompagna una volontà disposta ad amare, a «ri-conoscere» il bene conosciuto.

L’uomo si innalza alla dignità morale non nell’atto di vedere, ma nell’atto di volere il bene: per usare una formula tipicamente rosminiana, la moralità non risiede nel «conoscere», ma nel «ri-conoscere» il bene, cioè nell’aderirvi volontariamente.

All’atto intellettivo che conosce il bene presente negli esseri, la volontà deve aggiungere l’atto libero che lo riconosce, che fornisce cioè al bene un’adesione personale di rispetto, di devozione, di amore.

Ogni realtà, in quanto ha di per sé un valore, esige giustamente una quota di rispetto e di amore. Ma l’amore è buono quando è ordinato, cioè quando rispetta la gerarchia valoriale della realtà, secondo cui, ad esempio, un animale vale più di una pietra, e una persona, anche se debole e malata, vale più di un qualunque animale, per quanto pregiato esso sia.


Informazioni

Calendario

ottobre: 2018
L M M G V S D
« Giu    
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031